RECOVERY FUND, AMBIENTE E SUPERBONUS 110: UN TRIS VINCENTE

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Il 37% del Recovery Fund verrà destinato a progetti per l’ambiente“: Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione europea, nel suo ultimo discorso va dritta al punto. Una notizia dal grande significato per tutti coloro che si occupano di riqualificazione energetica e che ben si accosta alla volontà di portare il taglio delle emissioni al 55% entro il 2030.

«Non c’è bisogno di accelerazione più urgente di quando si tratta del futuro del nostro fragile pianeta. Mentre gran parte dell’attività mondiale si è congelata durante i blocchi e gli arresti, il pianeta ha continuato a diventare pericolosamente più caldo. Lo vediamo tutto intorno a noi: dalle case evacuate a causa del crollo del ghiacciaio sul Monte Bianco, agli incendi che bruciano nell’Oregon, ai raccolti distrutti in Romania dalla più grave siccità degli ultimi decenni. Ma abbiamo anche visto la natura tornare nelle nostre vite. Desideravamo spazi verdi e aria più pulita per la nostra salute mentale e il nostro benessere fisico. Sappiamo che il cambiamento è necessario e sappiamo anche che è possibile. L’European Green Deal è il nostro modello per realizzare questa trasformazione” – Ursula von der Leyen, aggiungendo: “La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni, si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere. Dobbiamo cambiare il modo in cui trattiamo la natura. È per questo che il 37% di Next Generation EU (Recovery Fund) sarà speso per i nostri obiettivi del Green Deal. Molte attività mondiali si sono fermate durante il lockdown e il pianeta è diventato sempre più caldo. Sappiamo che è necessario il cambiamento e sappiamo che è possibile. Il Green Deal è il nostro piano per realizzare questa trasformazione e vogliamo diventare il primo continente neutro entro il 2050, ma non ce la faremo con questo status quo, quindi dobbiamo essere più rapidi. Abbiamo condotto una valutazione di impatto approfondita e su questa base e la commissione propone di aumentare gli obiettivi del 2030 per la riduzione delle emissioni per almeno il 55%.

Se inizialmente le intenzioni dell’Unione Europea in relazione al clima e all’ambiente erano parse solo buoni propositi a fronte di una realtà dei fatti disastrosa (la COP25, in primis), possiamo ben dire che a fronte di queste forti prese di posizione il quadro programmatico è sicuramente migliorato e i presupposti sembrano essere più solidi e fattivi.

Accelerazione è quindi la parola chiave, per riuscire a diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050: un obiettivo ambizioso che vuole riservare alla UE un ruolo da protagonista nella lotta alle emissioni climalteranti a livello mondiale.

Come si colloca in questo contesto il nostro Paese? Tutti sapranno che grazie al Recovery Fund l’Italia ha ottenuto circa 200 miliardi da investire per la ripartenza, subordinati alla presentazione di progetti strutturati che possano garantire un investimento proficuo e finalizzato; la gestione di questi fondi dovrà tener conto di quel 37% destinato all’ambiente e, in questo senso, può giocare un ruolo fondamentale il programma di incentivazione costituito dal Superbonus 110% per promuovere la riqualificazione Energetica degli edifici esistenti, uno dei pochi progetti già in essere varati dal nostro Governo che possono intersecarsi perfettamente con l’esigenza di impiegare in modo fattivo una parte dei fondi del Recovery Fund su progetti utili per l’ambiente.

Intervenire infatti sulla riduzione del fabbisogno termico del nostro patrimonio edilizio, in assoluto uno dei comparti più energivori, con il conseguente abbattimento delle emissioni climalteranti in ambiente, rappresenta sicuramente una soluzione strutturale e definitiva nel percorso virtuoso da intraprendere per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo.

Per massimizzare i risultati ottenibili nell’ambito del miglioramento ambientale è opportuno che un provvedimento stimolante per il mercato come il Superbonus venga prorogato almeno per tutta la durata del Recovery Fund, al fine di usufruire pienamente di questo stanziamento economico messo a disposizione dall’Europa e permettere al nostro Paese di avviare un sostanziale e diffuso processo di trasformazione edilizia che, grazie alla riqualificazione, permetterebbe di incrementare la nostra performance ambientale con una forte ricaduta positiva per l’economia del nostro paese, considerando anche tutto l’effetto trainante generato in un’ottica di economia trasversale.

Sulla proroga del provvedimento si sono peraltro già pronunciati a favore diversi rappresentanti del Governo: lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è espresso recentemente in questo senso.

Anche ENEA ha evidenziato l’importanza del provvedimento durante un momento di confronto all’interno del webinar Superbonus 110% – Klimahouse Connects, in cui è stato sottolineato l’alto livello di attenzione al quale è sottoposto questo strumento a livello internazionale in virtù della sua bontà e di una futuribile estensione quale modello condiviso da altri Paesi.

Recovery Fund, Ambiente e Superbonus 110 è un tris vincente che rappresenta un’occasione unica e imperdibile di sviluppo per l’economia nazionale e per il conseguimento di obiettivi di alto profilo per la sostenibilità del nostro sistema.

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