CAPPOTTO IN EDILIZIA: CERTIFICAZIONI, NORMATIVE, TEMPO DI VITA

CAPPOTTO IN EDILIZIA: CERTIFICAZIONI, NORMATIVE, TEMPO DI VITA

Per applicare il cappotto in edilizia è fondamentale avere le competenze, le conoscenze tecniche e un grado di esperienza pratica tale da ottenere, una volta posato, un sistema certificato. 

Ritorna la guida essenziale sul cappotto termico curata dall’Ing. Carlo Castoldi con un approfondimento sulle normative vigenti, e le prove tecniche necessarie per ottenere le certificazioni europee e l’elevata durabilità del sistema.

In questo ottavo capitolo desidero evidenziare l’importanza di inserire nelle specifiche tecniche delle opere, laddove verrà applicato un cappotto termico, un esplicito e tassativo richiamo alle Normative vigenti e alle relative Certificazioni.

Le Normative di riferimento per l’ottenimento dei Benestari di Idoneità dei sistemi a cappotto erano sino alla fine del 2020 le Linee Guida ETAG 004 (2000) – oggi le Linee Guida Europee di riferimento sono l’EAD 040083-00-0404 (gennaio 2019)

Entrambe redatte dall’EOTA ( European Organization for Technical Approval ), sono le linee guida di base atte a certificare i sistemi a cappotto ed indicarne l’idoneità alla loro applicazione su supporti di varia natura (nuovi, esistenti, in muratura, in cls etc.etc ).

Il documento che scaturisce dal superamento di ogni test previsto dalle suddette Linee Guida e che certifica i sistemi e ne evidenzia le caratteristiche specifiche è il Benestare Tecnico Europeo (European Technical Assessment) ETA n° ……….. 

Perché è importante nella progettazione del cappotto in edilizia richiamare il certificato ETA rilasciato da un Istituto Europeo autorizzato?

Per questi fondamentali motivi di carattere tecnico e di responsabilità da parte del progettista/D.L.:

  1. Su ogni Benestare Tecnico Europeo ETA n°……… è richiamata e certificata la CLASSE DI REAZIONE AL FUOCO del sistema (Kit) preso in esame (prossimo argomento che verrà sviluppato). Questa indicazione permette al progettista di scegliere il sistema che ritiene più idoneo e rispettoso delle indicazioni vigenti in materia di comportamento al fuoco delle facciate di edifici residenziali o di altro uso. Questa scelta è fondamentale per la progettazione che il Tecnico è chiamato a definire e, unitamente ad una attenta verifica dell’esecuzione dei lavori, consente di realizzare un rivestimento isolante che assicura al Committente un corretto e certo comportamento al fuoco delle facciate.
  2. Su ogni Benestare Tecnico Europeo ETA n°……… è riportata la precisa stratificazione (componente per componente) presa in esame in sede di certificazione. Questo “pacchetto” di componenti INDISSOLUBILMENTE legati tra loro costituisce il KIT del sistema cappotto preso in esame e costituisce la base delle garanzie di risultato sotto ogni aspetto tecnico.
  3. Su ogni Benestare Tecnico Europeo ETA n°……… sono riportati i valori tecnici dei singoli componenti, quelli relativi all’insieme del sistema e quelli relativi al comportamento nelle zone di interfaccia tra i singoli componenti del cappotto in edilizia.

Un esempio su tutti: quanto è importante una corretta adesione di un rasante sullo strato isolante sia allo stato asciutto che umido dopo assorbimento di acqua? Quante volte una facciata può essere bagnata da un forte temporale dopo ore di esposizione al sole?

Tutto ciò è contemplato nelle Linee Guida ed i valori verificati in prova sono riportati sui Benestari ETA e se il sistema non supera i parametri previsti dalle Linee Guida non passa e non ottiene l’ETA.

Non tutti i sistemi si comportano allo stesso modo ma tutti quelli certificati devono rispettare precisi parametri che ovviamente influiscono sulla durabilità del sistema.

Non mi soffermo su ulteriori considerazioni tecniche relative a quanto severe siano le Linee Guida citate, ma invito tutti i tecnici a sfogliare con attenzione un Benestare Tecnico Europeo ETA n°…, vi troverete una serie di indicazioni e risultati specifici che stanno ad indicare quale attenzione richiede la costruzione di un “pacchetto” o meglio “KIT” e con quale severità viene giudicato per consentirne l’applicazione.

A questo punto una semplice domanda:

Perché ancora oggi si vedono Capitolati in cui non si pretende, per il cappotto previsto, la Certificazione ETA rilasciata in base alle Linee Guida Europee vigenti (EAD 040083-00-0404 (gennaio 2019) oppure ETAG 004 (2000) per certificati non scaduti) ?

  • Un “KIT” definito in tutti i suoi componenti e dotato di ETA n°…….. mi assicura e mi offre un documento che attesta il suo comportamento al fuoco. Sistemi composti di cappotto in edilizia senza certificazione non sono in grado di offrire dati precisi del comportamento al fuoco del sistema nel suo insieme – e ciò è molto grave in particolare per le responsabilità del Progettista e D.L. 
  • Un “KIT” definito in tutti i suoi componenti e dotato di ETA n°…….. non mi creerà problemi di affidabilità e di vita utile del sistema perché sottoposto a prove specifiche (previste dalle Linee Guida) che simulano una durata minima SENZA DEGRADO di 25 anni. (vedi note successive).
  • Un “KIT” definito in tutti i suoi componenti e dotato di ETA n°…….. NON HA COSTI MAGGIORI DI UN SISTEMA COSTRUITO AL MOMENTO ACQUISTANDO I COMPONENTI DOVE SEMBREREBBE ESSERE ESSERE PIU’ CONVENIENTE.

Detto quanto sopra sulla necessità e convenienza non solo economica ma di responsabilità personali di impiegare sistemi a Cappotto dotati di Benestari ETA …… è necessario chiarire che

non è sufficiente indicare la rispondenza tecnica (ETA) del sistema che si andrà ad impiegare alle normative vigenti, perché è altrettanto importante e necessario indicare il rispetto delle Norme di Applicazione (UNI TR 11715 *) vigenti e verificare che le stesse vengano adottate in tutti i cantieri dei quali si ha la responsabilità esecutiva

(*) Le UNI TR 11715 emesse a Giugno 2018 rappresentano una precisa raccolta di indicazioni per la corretta progettazione ed applicazione dei sistemi a cappotto. Si tratta di un Rapporto Tecnico che è stato redatto con il supporto dei tecnici di Cortexa (Consorzio che riunisce dal 2007 le più importanti aziende specializzate nella produzione di sistemi  al Cappotto) che per primo in Italia ha portato sul mercato le esperienze delle migliori pratiche europee raccolte in un Manuale Per l’Applicazione del Sistema a Cappotto in continuo aggiornamento ed evoluzione 

Mi preme inoltre sottolineare l’esistenza della NORMA ITALIANA UNI 11716 sempre del Giugno 2018 che riguarda le Figure professionali che eseguono la posa dei sistemi compositi di isolamento termico per esterno (ETICS)

REQUISITI DI CONOSCENZA, ABILITÀ E COMPETENZA NEL CAPPOTTO TERMICO

La Norma ha lo scopo di certificare la qualità e le competenze di chi applica il cappotto in edilizia.

In previsione di un grande sviluppo di tali lavori il Normatore ha ritenuto necessario indicare le competenze, le conoscenze tecniche e il grado di esperienza pratica necessarie per poter applicare un sistema complesso quale è il cappotto in edilizia istituendo una norma che precisa i passi da percorrere per l’ottenimento di un CERTIFICATO DELLE COMPETENZE DELL’INSTALLATORE DI CAPPOTTO TERMICO 

Al fine di dare un valido supporto alla corretta applicazione del cappotto le principali società produttrici di sistemi Certificati ETA ……, e facenti parte di Cortexa, da circa un decennio si sono premurate di proporre corsi di formazione propedeutici all’esame per ottenere la suddetta certificazione delle competenze. 

È importante che venga verificato che chi si appresta ad applicare un cappotto abbia i requisiti per operare in tale settore e non sia un improvvisatore.

L’ultimo punto di questo approfondimento riguarda 

IL TEMPO DI VITA DEL SISTEMA CAPPOTTO 

Il dato più evidente riguarda quanto scritto nelle premesse delle Linee Guida Europee sia le ETAG 004 che l’ultima revisione EAD 040083-00-0404 e precisamente al punto 

  • Working life (durability) and serviceability
  • (vita utile – durabilità – e funzionalità)

Estratto dalle Linee Guida Europee: “The provisions, test and assessment methods in this guideline or referred to, have been written, based upon the assumed intended working life of the ETICS for the intended use of at least 5 years, provided that the ETICS is subject to appropriate use and maintenance (cf. chapter 7). These provisions are based upon the current state of art and the available knowledge and experience.”

Traduzione: Le clausole, le prove e il metodo di valutazione (Nota : per l’ottenimento del Benestare Europeo ETA ….), presenti in queste Linee Guida a cui si riferiscono, sono stata scritte basandosi sulla vita lavorativa (vita utile) di ETICS (Cappotto) per un uso previsto per almeno 25 anni (*), purchè ETICS sia soggetto ad un uso e mantenimento appropriato.

Queste clausole si basano sul corrente stato dell’arte e sulla conoscenza ed esperienza disponibili.

(*) in particolare vedremo come la prova “principe” cui viene sottoposto il sistema, simula una vita di 25 anni del cappotto sottoposto a forzate azioni termoigrometriche al termine delle quali NON DEVE PRESENTARSI ALCUN DEGRADO DEL SISTEMA IN PROVA.

Gli altri argomenti che supportano la durabilità dei sistemi a Cappotto dotati di Benestare Europeo ( ETA …) sono :

  • l’ormai cinquantennale esperienza a livello europeo 
  • le rigorosissime prove cui vengono sottoposti i sistemi per ottenere le certificazioni 

Parliamo di queste ultime ed in particolare della “prova principe” cui viene sottoposto il sistema da certificare in base alle indicazioni delle EAD 040083-00-0404 o delle precedenti ETAG 004

Questa prova : “Hygrothermal behaviour of the ETICS” in italiano “Comportamento Igrotermico del Cappotto”consiste nel sottoporre una parete di cappotto delle dimensioni di almeno 6 mq posta alla distanza di circa 20 cm da una apparecchiatura in grado di portare la temperatura della superficie esterna del cappotto a 70°C (±5°) nell’arco di un’ora, ai seguenti cicli igrotermici:

N° 80 CICLI COSÌ COMPOSTI:

  • 3 ore a 70° C regolando flusso di aria caldo 
  • 1 ora di pioggia a 15° C
  • 2 ore di drenaggio prima del successivo trattamento a 70°C

Dopo questo trattamento che dura 20 giorni la stessa parete viene sottoposta a ai seguenti shock termici (gelo/disgelo):

N° 5 CICLI COSÌ COMPOSTI 

  • 8 ore a 50°C regolando flusso di aria caldo 
  • 16 ore a – 20° C

Durante lo svolgersi dei cicli viene quotidianamente controllata la parete in prova ed in particolare:

  • l’eventuale formazione di bolle
  • distacchi dal supporto
  • sfogliamento tra i vari strati
  • crepe profonde o screpolature superficiali 
  • e in gene qualsiasi segno che denoti un degrado irreversibile del sistema 

Il manifestarsi anche di un solo dei difetti sopraelencati fa interrompere il test e blocca il Benestare Tecnico sul sistema in prova.

Se si considera che prove cicliche come quelle sopra indicate simulano la vita di almeno 25 anni di un rivestimento posto all’esterno (quindi sottoposto alle varie situazioni climatiche) e che al termine dei test NON DEVE PRESENTARSI ALCUN DEGRADO DEL SISTEMA IN PROVA è facile dire che un cappotto CON BENESTARE EUROPEO ETA …… E APPLICATO SECONDO LE CORRETTE INDICAZIONI DI POSA ( UNI /TR 11715 o MANUALE CORTEXA ) HA UNA VITA UTILE CHE VA BEN OLTRE IL QUARTO DI SECOLO.

Rimando a quanto pubblicato da IRENE in merito al controllo e manutenzione di un Cappotto in edilizia affinché lo si conservi nelle migliori condizioni di vita. 

IN CONCLUSIONE

l’esperienza europea dei sistemi a cappotto data più di 50 anni, in Italia i primi sistemi sono stati applicati almeno 45 anni fa e a Milano, a mia conoscenza, esistono interi quartieri (Gallaratese, Gratosoglio etc. etc.) in cui si possono vedere lavori realizzati negli anni ‘80/’90 con assoluto valido e qualitativo risultato tecnico.

Questo non significa che oggi si sia padroni dei sistemi e che li si possa inventare a proprio piacimento!!! 

Significa che il mercato è in grado di offrire sistemi e società applicatrici che garantiscono opere di assoluta qualità e dotate di certificazioni non eludibili

NOTA

Da programma mancano ancora due uscite per completare gli argomenti della GUIDA ESSENZIALE SUL CAPPOTTO TERMICO:

CAPITOLO 9 – IL COMPORTAMENTO AL FUOCO DELLE FACCIATE IN CAPPOTTO

CAPITOLO 10 – L’APPLICAZIONE

Abbiamo stabilito di posticipare l’uscita del nono capitolo perché il comitato tecnico scientifico di Rete IRENE ha istituito un gruppo di lavoro per studiare tutte le disposizioni di legge, le prove tecniche e le buone pratiche che attestino il comportamento del cappotto termico al fuoco. Un tavolo di condivisione e confronto su quanto predisposto e approvato in Italia e in Europa per dimostrare in modo esaustivo che IL CAPPOTTO IN EDILIZIA, se rispettoso delle circolari vigenti, NON SOLO NON BRUCIA! MA E’ UN’ULTERIORE PROTEZIONE DELLE STRUTTURE MURARIE.

Nella prossima uscita parleremo di APPLICAZIONE.

RILEGGI I CAPITOLI PRECEDENTI:

ISOLAMENTO TERMICO A CAPPOTTO: LA GUIDA ESSENZIALE

CAPITOLO 1 – I COMPONENTI DEL CAPPOTTO IN EDILIZIA

CAPITOLO 2 – L’APPLICAZIONE CORRETTA DEL PANNELLO ISOLANTE TERMICO

CAPITOLO 3 – RASANTE, RETE D’ARMATURA E FINITURA DEL RIVESTIMENTO A CAPPOTTO DEGLI EDIFICI

CAPITOLO 4 – LA TRASPIRABILITÀ DELLE PARETI COIBENTATE

CAPITOLO 5 – UMIDITÀ NEGLI AMBIENTI E RIVESTIMENTO A CAPPOTTO

CAPITOLO 6 – NODI CRITICI E PARTICOLARI COSTRUTTIVI SULLE FACCIATE DEGLI EDIFICI

CAPITOLO 7 – FOCUS SUI RIVESTIMENTI DEL CAPPOTTO TERMICONOTE DELL’AUTORE 

NOTE DELL’AUTORE – Ing. Carlo Castoldi – Comitato Tecnico Scientifico di Rete IRENE, è stato membro della Commissione UNI per Cappotto e Pareti Ventilate e della Commissione Tecnica Cortexa (Consorzio per la diffusione della cultura del sistema cappotto).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *